“Che cosa sia, il Villaggio Globale, “nessuno lo dice” e in                               cosa consista realmente, pochi lo sanno. Questo succede perché i cosiddetti esperti o parlano tra loro con linguaggio astruso o perché danno per scontato che tutti noi “poveri mortali” siamo in grado di capire.

Tutti sanno, cos’è un villaggio, tutti gli abitanti si conoscono, tutti sanno “tutto di tutti” e che, se succede qualcosa, nel giro di pochissimo tempo ognuno ne viene a conoscenza. Allo stesso modo, oggi, comodamente seduti in salotto, a distanza di poche ore da qualsiasi vicenda, possiamo, attraverso la televisione, essere informati di qualsiasi fatto avvenuto all’altro capo della terra. Come succedeva nel villaggio di qualche tempo fa e anche nel villaggio di oggi, così sulla terra in cui noi tutti viviamo, ognuno che ne sia interessato, può conoscere quasi tutto di tutti in pochissimo tempo. Da qui il termine di Villaggio Globale per indicare la situazione del nostro pianeta.

Ma qual è veramente il problema che nasce?

Torniamo un momento insieme nel nostro piccolo villaggio di prima; quando, in questo nostro piccolo villaggio succedeva qualcosa, qualsiasi cosa, noi, oltre che a prenderne la notizia, conoscevamo anche le persone o i personaggi che “facevano parte” di questa notizia; così, potevamo farcene un’idea e trarre delle conclusioni; in più, potevamo chiedere informazioni più dettagliate a qualche amico e, conoscendo l’amico, capire  di quello che ci diceva, quali erano i fatti e quali erano le opinioni.

Oggi, nel Villaggio Globale, le notizie le abbiamo, ma tutto il resto ci lascia sempre un mucchio di dubbi. In effetti chi ci dà le notizie, non è un amico, lo conosciamo poco o niente e non sappiamo quali interessi siano nascosti dietro il modo di darci le notizie.

Tutto questo ci ha portato, dopo un’iniziale, gratificante contentezza a una sempre più profonda diffidenza e sfiducia.

Così, quando leggiamo o ascoltiamo qualcosa, le prime domande che ci poniamo sono: Sarà vero? Cosa vogliono farmi credere? Cosa mi vogliono vendere? Chi c’è dietro questa vicenda? Chi avrà ragione? Chi avrà torto? E così, quella tecnologia che avrebbe dovuto renderci la vita più gradevole e meno faticosa ci ha portati a vivere in un Villaggio Globale in cui ci sentiamo sempre più soli ed indifesi.

C’è una soluzione a tutto questo? Certo che c’è ed è la sola: il Villaggio Globale, per essere vivibile, ha necessità assoluta di Abitanti Adeguati, non di abitanti che si adeguino ai tempi e ai modi di vita del Villaggio, ma di abitanti che siano in grado di essere all’altezza delle situazioni che si vengono a determinare su tutta la Terra. I maggiori ostacoli all’adeguatezza di ciascuno sono, a mio parere, costituiti dall’ignoranza, dalla presunzione, dal formalismo e dalle paure fondamentali che travagliano l’umanità e fra tutte, il misoneismo, ovvero la paura del nuovo e dello sconosciuto.

Marcello Bonazzola

Dallo scritto precedente dell’autore Marcello Bonazzola, fondatore del metodo di Dinamica della Mente e del Comportamento, si evince che l’ Abitante Adeguato è colui che dopo aver imparato a galleggiare cerca di imprimere alla sua nuotata uno stile unicamente suo, nel rispetto delle regole vigenti.

Per poter attuare tale ipotesi si deve prevedere un Progetto Educativo Innovativo che parta dai bambini e che coinvolga progressivamente tutte le fasce di età dell’essere umano in cammino.

E’ un progetto che tiene  presente l’unicità dell’uomo (microcosmo) inserito in un macrocosmo di cui ne è parte e di cui si assume la responsabilità pur collaborando con l’imponderabile.